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martedì, 18 marzo 2008
sabato, 08 marzo 2008 Sarei curiosa di vedermi tra 10 anni. Non tanto... solo 10 anni. Sarò incasinata come al solito? alla eterna ricerca di tranquillità? o in uno stato di calma apparente?
Credevo di averla trovata. Credevo di aver trovato in Roma e in un lavoro che mi soddisfa, la mia tranquillità. Di aver acquietato per quanto possibile la mia anima dannata. E invece, a quanto pare, no. Mi ritrovo nella perenna ricerca di qualcosa. Quello che non ho. Alla continua corsa verso qualcosa. che non troverò.
Non mi spaventa la solitudine, perché non sarò mai sola. Mi spaventa l'idea di sbagliare e non poter più recuperare. Anche se solo alla morte non c'è rimedio...quindi, forse, posso dormire sonni tranquilli...
sabato, 26 gennaio 2008
mercoledì, 23 gennaio 2008
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Il SANTA TECLA ritorna con una sfida: riapre alla musica di qualità
puntando sui giovani emergenti
e raccoglie le foto d’epoca scattate al SANTA TECLA
durante i mitici anni ’60 e ’70
 I l Santa Tecla, nato nel cuore di Milano nel 1951, è legato a nomi come Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Adriano Celentano, Enzo Jannacci... che hanno esordito proprio su questo palco, segnando la storia della musica italiana. Così come negli anni ’60 e ’70, il Santa Tecla si ripropone con la nuova gestione di Paolo Sorrenti, aprendo le porte e scommettendo sugli emergenti che avranno la possibilità di proporre progetti musicali inediti. Il Santa Tecla torna con rinnovato entusiasmo ed ospiterà serate di cabaret (lunedì), di jazz (mercoledì) e di musica d’autore (domenica).
Sfogliando il palmares degli ospiti illustri che si sono avvicendati nello storico locale e ascoltando i racconti, la nuova gestione ha deciso di raccogliere le fotografie storiche, scattate da chi il Santa Tecla lo viveva quotidianamente con la sua musica, con gli incontri, con gli eventi…
Le foto più significative verranno esposte all’interno del locale e diventerà una mostra fotografica che verrà allestita all'interno del locale. Si può partecipare all'iiniziativa "FotoTecla" spedendo o consegnando una (o più) foto (min. 20x30 cm) in busta chiusa presso Santa Tecla - FOTOTEC(L)A - Via Santa Tecla 3 – Milano.
Si cercano le foto di quando Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Enzo Jannacci o altri artisti si esibirono al Santa Tecla. O chissà magari anche una tua foto durante una esibizione al Santa Tecla nei mitici anni ’60 e ’70!
sito ufficiale: www.santateclacafe.it - www.myspace.com/santateclacaf
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giovedì, 13 dicembre 2007 Ogni tanto odio il mio lavoro.
Lo odio perché purtroppo viviamo in un mondo in cui vale solo l’apparenza. Non importa a nessuno, chi sei, cosa hai fatto, quanto hai studiato. Viviamo in un mondo di improvvisati. Dove vanno avanti le belle facce e poi viene il resto. Prima devi piacere al pubblico. Se poi piaci, allora investirò su di te, facendoti studiare. Sputare sangue. E nell’arco di tempo che va da 6 mesi a due anni “sarai” un attore, oppure un cantante. Forse si salvano ancora da questo tragico gioco i ballerini. Tanto è palese capire se uno sa ballare, quanto ormai non si distingue più chi sa cantare e/o recitare.
Tutti bramano il successo facile. I soldi facili. La vita facile. Non esiste più la costanza, lo studio, lo sforzo. A cosa serve studiare? Se chi studia si ritrova solo a fare spettacoli con pochi mezzi vedendosi sorpassare dal belloccio di turno che studierà, imparerà, farà, ma intanto è un ottimo oggetto di marketing a cui legare un brand e farlo diventare un fantoccio immagine. Non era meglio se l’avessero messo a fare l’uomo o la donna sandwich da qualche altra parte (un marciapiede) ma non in casa nostra, nei nostri televisori, nelle nostre vite.
Non sarò certo io a cambiare il mondo, ma almeno ci provo. Non mi interessano i soldi facili. Li ho spesi facilmente per avere in cambio nozioni. Di canto. Di musica. Dio solo sa quanti ne hanno spesi i miei genitori…
Ma amo questo mio lavoro “matto e disperatissimo”. Amo il mio lavoro in quanto mi permette di scegliere di seguire solo ciò in cui credo veramente. Se uno spettacolo mi piace lo promuovo. Altrimenti sono libera di non prendere quel lavoro. Valuto la qualità. Credo fermamente nei progetti che seguo. Forse farò un po’ più fatica di altri, ma almeno la mattina potrò guardarmi allo specchio ed essere certa di non aver seminato spazzatura. E di non aver contaminato questa Italia che va a rotoli. Che si è dimenticata la ricchezza culturale che la contraddistingueva agli occhi di chi ci vedeva ed ascoltava da fuori. Di coloro che affrontavano un lungo viaggio solo per entrare nei nostri piccoli teatri…o vedere le nostre meravigliose bellezze… che non sono quelle mozzafiato del tubo catodico!
Ho troppo rispetto per l’arte per non tentare almeno nel mio piccolo di ridarle vita. I più pessimisti diranno – e li sento – non si può rianimare un corpo senza vita. Io sono ottimista. Non si parla di un corpo esanime, ma della “bella addormentata nel bosco”…
martedì, 20 novembre 2007 Avec le temps
Avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
on oublie le visage et l'on oublie la voix
le cœur, quand ça bat plus, c'est pas la peine d'aller
chercher plus loin, faut laisser faire et c'est très bien
avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
l'autre qu'on adorait, qu'on cherchait sous la pluie
l'autre qu'on devinait au détour d'un regard
entre les mots, entre les lignes et sous le fard
d'un serment maquillé qui s'en va faire sa nuit
avec le temps tout s'évanouit
avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
mêm' les plus chouett's souv'nirs ça t'as un' de ces gueules
à la gal'rie j'farfouille dans les rayons d'la mort
le samedi soir quand la tendresse s'en va tout' seule
avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
l'autre à qui l'on croyait pour un rhume, pour un rien
l'autre à qui l'on donnait du vent et des bijoux
pour qui l'on eût vendu son âme pour quelques sous
devant quoi l'on s'traînait comme traînent les chiens
avec le temps, va, tout va bien
avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
on oublie les passions et l'on oublie les voix
qui vous disaient tout bas les mots des pauvres gens
ne rentre pas trop tard, surtout ne prends pas froid
avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
et l'on se sent blanchi comme un cheval fourbu
et l'on se sent glacé dans un lit de hasard
et l'on se sent tout seul peut-être mais peinard
et l'on se sent floué par les années perdues- alors vraiment
avec le temps on n'aime plus
Paroles et Musique: Léo Ferré 1971
giovedì, 08 novembre 2007 
Da qualche giorno mordo!
abbiate pazienza.
Prima o poi mi passerà!
martedì, 23 ottobre 2007 Conflitto di interessi
Stolto tu che arido non apprezzi!
Può un medico essere un bravo chirurgo e al tempo stesso suonare un sax?
Può un professionista essere un bravo avvocato e al tempo stesso cantare?
Può un professore essere un bravo insegnante e al tempo stesso suonare il pianoforte?
Può un persona qualunque fare il proprio mestiere e al tempo stesso dilettarsi nel fare musica?
Da che mondo e mondo la musica è arricchimento culturale e personale. Lo insegnano gli antichi che nel periodo medievale avevano inserito la musica nel “quadrivio”, le quattro “arti”, aritmetica, geometria, musica e astronomia che assieme al “trivio” (retorica, grammatica, dialettica) erano considerate materie propedeutiche per l’insegnamento di teologia e filosofia. Sì proprio la filosofia che l’etimologia greca ci ricorda che significa “amore per la sapienza”.
La musica era un mezzo per arrivare alla “Sapienza”… Chi fa musica quindi è sulla strada giusta…
Queste riflessioni mi sono state estorte con la violenza da chi credeva che la mia professione, il mio lavoro di “comunicatrice” fosse incompatibile con la passione per la musica e con il canto. Una sorta di conflitto di interessi fatto in casa e per di più ad hoc!
Io non ho mai voluto fare la “pop star”. Lo scrivere testi e musica mi permette di dire cose che altrimenti non direi, perché terrorizzata a rivelare i miei sentimenti. La sola musica invece è l’esternazione dei miei sentimenti, solo suonando mi lascio andare esprimendo tutto ciò che ho dentro. Suono per me. E solo a volte per chi mi vuole sentire… Un’altra farebbe una torta. Andrebbe dal parrucchiere…
Sì credo che se non suonassi… dovrei andare dallo psicanalista!
lunedì, 15 ottobre 2007
martedì, 09 ottobre 2007 Primo Amore di Matteo Garrone (2004)
Dopo tre anni dall'uscita di "Primo Amore" ho preso il coraggio e l'ho affitato. Sì ho scritto bene, ho preso il coraggio. Conoscevo la storia ed avevo paura di vederla attraverso gli occhi di un uomo, anche se Garrone, sensibile ai sentimenti e alle emozioni. Avevo paura, perché ho vissuto la stessa esperienza della protagonista. Costretta a compiacere al mio compagno di allora, non mangiavo davanti a lui per poi mangiare di nascosto. Avevo gli occhi spenti, lo sguardo smarrito e la mente offuscata. Sempre triste e depressa con attacchi di pianto inspiegabili. Avevo raggiunto i 45 Kg e una misera taglia 36-38.
Naturalmente il film di Garrone è eccessivo, portato all'esasperazione, a volte duro. Ma non troppo lontano dalla realtà. Da quella realtà che a fatica, ho allontanato. Mi sorprendono le parole di lui quando dice "io non ho niente da perdere" oppure "non sono più un cazzo se tu te ne vai". Parole che mi venivano rivolte quando - più di una volta - cercavo di porre fine a quella storia d'amore malata. Quando scappavo, piangendo con le poche cose che riuscivo ad infilare nella prima sacca che trovavo vicino all'uscio. Quante scenate sotto i portici. E l'indifferenza della gente borghese. Solo alcuni punkabbestia una volta vennero in mio soccorso...
Nel mio caso ne sono uscita, senza nessun epilogo fatale, come invece è stato per la storia di Garrone...
Molto credibile Michela Cescon, mentre per protagonista maschile avrei scelto di dirigerlo in maniera leggermente differente. Il sadico, a tratti è dolce, innocuo, come un ragno quando vuole farti cadere nella sua tela. Mentre l'interpretazione di Vitaliano Trevisan, è forse troppo dura sin dalle prime battute. Ma è un mio giudizio da profana cinematografica!
Questa esperienza non è una storia isolata. Credo che come sia capitato a me possa capitare o sia capitato a molte altre ragazze. E i problemi alimentari sono prima di tutto psicologici. Non è vero che per piacere ad una persona bisogna annullare sé stessi. Non è vero che magro è bello. Non è vero che amare significhi amare prima di tutto l'altra persona. Prima di ogni altra cosa ci siamo noi stessi. Amando noi stessi, possiamo amare l'altra persona.
Io sono qui, se ne volete parlare...
lunedì, 08 ottobre 2007 Incontri notturni!
Roma, questa sera alle ore 23.00. Rientravo a casa dopo un estenuante viaggio in treno da Genova, quando arrivata nei pressi del portone di casa mi si è avvicinato un cucciolo smarrito, con due occhioni che sprizzavano bontà! Ultimamente ho un discreto fascino con gli animali! Beh, è diventato l'ombra della mia ombra!
Sono stata adottata da un dolcissimo cagnolino da caccia, maschio, bianco con macchie marroni. Avrà indicativamente un anno o un anno e mezzo. Magro ma curato e che nasconde essere una buona forchetta!
Diffidente inizialmente ma con tanta voglia di giocare.
E' un po' pulcioso... ma forse è qualche notte che dorme nel parco di Valle Aurelia.
Domani metterò la sua foto... spargete la voce chi è di Roma! Se rimarrà con me, con mia sorella e con Giusy per più di 48 ore... credo che potremmo pensare di adottarlo. Non vorremmo però sottrarlo al suo padroncino che magari in questo momento lo sta cercando!!
Ora ha preso possesso della mia terrazza che di solito uso per le grigliate! chi mi aiuterà a trovare il padrone del cagnolino smarrito avrà l'onore di partecipare alla prossima festa organizzata dalla "Regina del Barbecue"!!
Buona notte!
Eccolo! Potevo lasciarlo da solo!!

domenica, 07 ottobre 2007 Sono in treno e sfrutto la tecnologia per navigare su internet anche in viaggio! Ci sono degli americani in vagone con me che mi hanno guardata come un extra-terreste, meravigliandosi perché stavo consultando google!! Dopo di ché mi hanno ammazzato di parole per sapere il costo del modem, quale operatore fosse e quanto costava!!
Ero andata a Genova per la Notte Bianca, il 14 e 15 settembre e non sono più ripartita. Fino ad oggi. Sapevo che crescendo, avrei amato ancora di più questa città e avrei fatto ancora più fatica a separarmene. Sono periodi, sono cicli della vita. C'è stata Bologna, Milano, Roma. Ora per chissà quale strana alchimia Genova ritorna.
"Dimmi tu, che ritorni nelle occasioni importanti, cosa vuoi da me. E ancor più cosa sarà di me. Nel mio cuore i tuoi colori. Nella mia mente i tuoi odori"
domenica, 30 settembre 2007 Prendo spunto da questa notizia e mi chideo: "se mi rubassero il pc?"
Gli choc delle memorie sparite: lutto che può causare grande frustrazione»
«Ti rubano il computer e sei finito»
L'ultimo furto a Francis Ford Coppola: persi 15 anni di lavoro
MILANO — «Il signor Coppola è molto triste. La sola cosa che chiede è la restituzione del suo computer, che è per lui essenziale». Giovedì scorso, dopo un furto nella casa argentina del regista, la sua assistente ha passato il messaggio alle televisioni locali. Come un disperato sos. [... continua]
Come lo capiso. E' inquietante come la mia vita si racchiuda in qualche Giga... ma è così...foto, registrazione audio, video, pensieri, appunti, LAVORO...
Faccio un back up!
sabato, 29 settembre 2007
OGGI MI VEDO COSì... E FELICE...
venerdì, 28 settembre 2007 Genova di notte
Genova di notte
è una donna sola
vera protagonista
di un film in bianco e nero
con sfumature arancio
Genova di notte
è un'utilitaria
che ferma ad un incrocio
fissa il verde di un lampione
sospeso nel silenzio
Genova di notte
è mare sugli scogli
lampare all'orizzonte
sale e vento tra i capelli
la lanterna in porto
Genova di notte
è un pc acceso
poggiato sopra il letto
il tuo pianoforte muto
la rugiada all'alba
©Stefania Schintu
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